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Il Biplano Rosso e i giardini dell'Eden - I puntata
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 Non pare vero: è già passato un anno e siamo qui a ripresentare le consuete avventure estive su e giù per le asperità alpine. Quest’anno novità tecniche importanti, già in parte anticipate, hanno reso le aviolinee più sicure. Dopo i recenti sinistri l’avvento di quella che abbiamo ribattezzato "la terza ruota" parrebbe aver definitivamente cancellato il rischio di pericolosi sobbalzi in avanti del passeggero migliorando la velocità di crociera, riducendo le vibrazioni, ottimizzando lo sforzo e il consumo di carburante specie in fase di ascesa. Così quest’anno abbiamo macinato 82 km fra strade e mulattiere sfoggiando con vezzo il nuovo e simpatico logo della compagnia: il papero dallo sguardo accigliato e aggressivo. Tra Alto Adige e alta Valtellina abbiamo scoperto luoghi nuovi, ne abbiamo rivisitato di vecchi e familiari, abbiamo condiviso con l’ amica Gianna tante divertenti giornate. In una parola abbiamo trascorso delle belle vacanze. Ma perché siamo ancora qui a perdere tempo in chiacchiere? Allora pronti per partire con noi?

 

Alpe di Siusi

Immancabilmente e costituzionalmente in ritardo, quest’anno abbiamo almeno risolto il problema della logistica dei bagagli corredando il cargo di un capiente e pratico box chiuso da collocare sulle barre portapacchi del tetto. Questa decisione è maturata dopo l’ultima trovata di Giusi, e da me battezzata bagaglio back up, in base alla quale il vestiario, contenuto in una valigia, doveva essere specularmente "replicato" in una seconda valigia (da cui il termine backup) allo scopo di ridurre il peso del singolo bagaglio e di facilitare il cambio dell’abbigliamento nei trasferimenti alberghieri. Risultato: abbiamo utilizzato circa la metà del vestiario (come sempre) ma va bene così (tanto è il cargo a faticare e non io). Campo base per i decolli del Biplano l’albergo Schwarzer Adler meglio noto, in vestigia linguistiche italiche, come Aquila Nera: un nome e una garanzia per degli aviatori come noi. Accogliente, pratico, elegante, privo di barriere in modo esemplare ha reso il nostro soggiorno veramente piacevole nei tempi (brevi per la verità) in cui non si volava: assecondandoci al mattino con generose colazioni, accompagnandoci alla sera nei rifornimenti energetici con altrettanto interessanti leccornie e libagioni vinicole e cullandoci fino al riposo serale nella sua ampia, tiepida e panoramica terrazza dove l’animatore del tour operator (ovvero sempre Iome) declamava a semivocealta e in un italiano siculeggiante, le peripezie di Montalbano nell’ultima opera di Camilleri. Intrattenimento devo dire molto gradito dalle mie donne che, alla sera, come i bimbi con la nonna, mi chiedevano: "Dai, ci leggi il libro?". Siusi, che assieme a Castelrotto e Fiè è uno dei paesi più noti dello Sciliar e del suo altipiano (il più esteso d’Europa!) grazie alla sua bellissima cabinovia ci permetteva il quotidiano approccio alla sovrastante alpe: un regno verde sospeso alla soglia dei 2000 mt come un limbo a mezz’aria tra la pianura e le vette dolomitiche dello Sciliar, del Catenaccio e del Sassolungo con in secondo piano le Odle e il gruppo del Sella a fare da contorno. Una specie di Scala dell’alpinismo e un’ arena della meraviglia paesaggistica non per nulla eletto da poco patrimonio dell’umanità. Così ogni mattina si "timbrava il cartellino" alla biglietteria e si saliva con il prezioso aiuto degli addetti all’impianto (che alla fine vista la nostra perizia quasi non rallentavano più le cabine tanto eravamo diventati "diversamente superabili"). E nonostante la mia avversione già manifestata lo scorso anno per la tecnologia a cavo sospeso devo ammettere che quest’anno l’approccio è stato amichevole come può essere il paradosso di un Biplano che si fa trainare da un aliante per arrivare alla quota di crociera ma anche entusiasmante ed elettrizzante come può essere, in ottovolante, quel lento tratto iniziale in salita che si percorre tesi e in silenzio, aggrappati al trenino prima di scollinare e di iniziare ad urlare e a trattenere il respiro dalla meraviglia e dallo stupore. Perché è di meraviglia e stupore che si riempie il cuore alla visione dello spettacolo delle dolci ondulazioni dell’alpeggio rappresentate in tutte le possibili tonalità di verdi che, come un mare qui e là punteggiato da macchie di pini o da malghe industriose (e dispensatrici di prelibate squisitezze a volte anche floreali), fanno da proscenio a uno sfondo di monolitiche cime da cui trasfigurano giganti pietrificati. Qui sopra, in un dedalo di vie e mulattiere precluse al traffico, abbiamo tracciato rotte con voli radenti che hanno rovesciato il fieno dai carri, abbiamo spinto al massimo il motore per vedere fin dove teneva, abbiamo visitato rifugi e malghe, ci siamo stretti attorno a un piatto caldo gustato al sole. Rifugio Tirler, malga Gostner, malga Panorama i nostri scali preferiti. Scultori ebanisti, piatti-tavolozza impreziositi da erbe e fiori alpini variopinti, dolci sapori e orizzonti mozzafiato sono le rispettive perle della collana dei ricordi rappresentativi per ciascuno. E pensare poi che quelle montagne, quelle rocce, quelle merlature appartenevano al mare, ci ha trasformati, capovolgendo le prospettive, in bizzarri palombari che nelle loro goffe mute cercano di nuotare nell’aria come pesci fuor d’acqua. E alla fine non ci stupisce se, per prudenza o ipnotica suggestione, alla sera ritorniamo con la fidata e lenta filovia proprio come dei subacquei che, dovendo riemergere, hanno bisogno di tempo per la decompressione. Hanno bisogno di far scorrere tra le dita, bracciata dopo bracciata, quel cavo che, come un cordone ombelicale, ci riporta alla nostra nave appoggio. Storditi da tanta bellezza. Sbalorditi che, per riemergere, si dovesse in realtà precipitare a valle.  continua...    (per le foto sapete dove andare a cercare)

By: Franco Grassi On Giovedì 13 Agosto 2009 Comment Comments( 4 ) Hits Views(470)
Comments(4)
Comments Che???

Dottor Charlie mi sa che lei e' ancora stravolto e stordito dalla tanta bellezza!!!

Ha scritto Alpe di Siusi...non sara' che si e' confuso e doveva scrivere Giusy?

By: Maria , On Sabato 15 Agosto 2009
Comments foto
Io non lo so dove sono le foto
By: Daniela Termentini , On Lunedì 17 Agosto 2009
Comments Ops che sbadato
ma certo Maria alpe di Giusi che sbadato e che omissione. Grazie per il tuo occhio clinico. Ciaooooo
By: Franco Grassi , On Lunedì 17 Agosto 2009
Comments Indirizzo foto
nel blog http://biplanorosso.splinder.com ciao ciao Danie e buona visione
By: Franco Grassi , On Lunedì 17 Agosto 2009
 

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