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Robocop
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“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” A de Lavoisier
L’abbiamo scoperto per caso l’agriturismo il Melograno durante le nostre ultime vacanze maremmane. Telefonando ad uno dei numeri che avevamo diligentemente recuperato dalle guide del net. E l’abbiamo piacevolmente scoperto dopo un lungo viaggio a bordo del nostro cargo, fedelissimo guscio per il biplano e i suoi spericolati interpreti. Ci accolgono Renzo e Barbara suoi generosi creatori in un pomeriggio tardo settembrino ancora caldo ed estivo. E ci avvicinano anche interessati e incuriositi gatti dai profili affusolati e dalle code sontuose come solo i maine coon, i gatti della foresta canadese, sanno essere. E per noi che amiamo i felini il benvenuto non può che essere bene accetto. E tra i vari esemplari avvolti nella loro aristocratica bellezza un gatto dal pelo scuro, arruffato, con l’andatura sgraziata e la coda spelacchiata, il muso un po’ schiacciato ma due occhi penetranti. “E lui chi è?” “Lui è Robocop alias Hidalgo della Quercia: lui è il padre di tutti quelli che ci stanno intorno sopravvissuto a malattie e investimenti di cui porta in corpo il segno” Ci aspetta una camera semplice e accogliente con la porta che da’ su un portico dove alla sera si può aspettare il sole accoccolarsi dietro ai monti dell’Uccellina. Ci aspetta una sala da pranzo con un tavolo unico per tutti gli ospiti dell’agriturismo in cui Renzo e Barbara tengono banco condividendo pane e companatico con noi ospiti. Il giusto calore in cui scoprire la cucina e le tradizioni della maremma tra aneddoti e racconti assaporando piatti deliziosi raccontati prima ancora che gustati, costruiti ancor prima che cotti dalle sapienti mani della cuoca Elvira. Il nostro punto di incontro è lì, chiuso attorno a quella tavola dove è peccato stare in silenzio e non brindare alla giornata che si è chiusa e che va festeggiata e ringraziata per quello che ci ha dato. Di giorno si compiono veloci incursioni col nostro sempiterno velivolo. Si va verso i monti e il parco dell’ Uccellina. Ci si destreggia fra le pinete del tombolo avvolti dai profumi della macchia e del mare (e maremma vuol proprio dire terra che sposa il mare). Si incontrano volpi e cinghiali, si resta a guardare il mare che stancamente si abbandona su una spiaggia che accoglie relitti di alberi levigati, strappati alla terra. E poi alla sera si torna alla base attorno a quel tavolo per raccontarsi la giornata. Si scoprono i caprioli del parco che, curiosi, ci seguono con lo sguardo da lontano. Si azzannano pane, pomodoro e mozzarella e si sta in silenzio ad ascoltare i pini mossi dal libeccio, caldo e sensuale. Il sole scende immutabile eppure sempre diverso nel suo ammaliante bagno di luce. Poi alla sera si torna alla base attorno a quel tavolo per dire quello che si è visto, preceduti nell’avvicinamento alla sala da pranzo da Robocop e dai suoi bellissimi figli. Ci si nutre di un cibo speciale fatto di calore umano. E si ride e si scherza col pensiero che si schiarisce e si rettifica attraverso la semplicità. Scopriamo l’oasi di Burano una zona di laguna salmastra incistata nella macchia e nella pineta dove stiamo in silenzio a guardare il falco pescatore e quello di palude che atterrano e decollano con ampie volute in mezzo ad altri meno nobili ma non per questo meno importanti esemplari. Le guide ci insegnano a comprendere la complessità di quell’ambiente dove ogni essere vivente ha il suo significato nella catena alimentare, nella catena vitale che muove il tutto. E aldilà della fitta macchia il mare è ancora e sempre là puntuale e immenso. E quando torniamo alla sera attorno a quel tavolo per dire quello che si è visto Robocop ci insegna la strada con la sua goffa andatura. Ma quella sera c’è una sorpresa è nata una cucciolata: evviva ! In un canestro la mamma accoglie gli insaziabili cagnolini che sanno vedere il mondo avendo ancora gli occhi chiusi quasi che la vita per loro sia solo uno stato mentale di perfetta armonia. Si brinda anche a lei, alla novella mamma e ci si racconta del giorno andato. Poi si va a letto e si aspetta il sole nuovo. Che arriva ma non per universale e ordinaria necessità anche se noi crediamo sempre il contrario. E così scopriamo che Robocop ci ha lasciati: lo trovano in un campo intorno vicino alla strada, inghiottito dalla notte. Ignaro. “ Per ogni creatura che arriva ce n’è qualcuna pronta a partire “ si commenta con Renzo. Quasi che la vita abbia un suo segreto bilancio da mantenere. Tutto si trasforma incessantemente. E anche per noi è giunto il tempo di andare. Ma finchè c’è qualcuno che ci aspetta, credo che possiamo ancora farcela. |
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Comments(1)
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Lei...credeeeeeeeeee??? Ci sara' sempre qualcuno ad aspettarla...era tanto che aspettavo di leggervi!!!...significa che potete farcela???...un'altra sorpresa intendooooooooo!!! Vi abbraccio dottor Charlie,baciotti a Nellina.<
By: Maria
, On
Domenica 29 Novembre 2009
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