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Bolero
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Cari amici eccoci qua, finalmente. Il biplano ha subito un po’ di modifiche tecnologiche su cui vi aggiorneremo, ma noi siam sempre qua inossidabili testimoni di continue evoluzioni. Piccola nota di servizio del customer care della Bipalnorosso airlines: in attesa che questo spazio tornasse attivo e per chi fosse interessato a rileggersi alcune storie passate, potrete ritrovare tutto il materiale delle nostre avventure a questo link http//biplanorosso.splinder.com . Ma ora veniamo a noi. La meta di oggi è la val Calanca una graziosa e lunga valle, laterale della Mesolcina nel cantone dei Grigioni di lingua italiana. Ci si imbarca sul cargo e dopo circa un’ora e mezza di autostrada si inizia a salire lungo i tornanti di una strada disegnata nel verde. Più si sale e più il paesaggio diventa aspro e i colori vivaci e quasi violenti nei loro contrasti accesi. Si arriva accompagnati da un bel venticello frizzante e, visto che l’ora è quella giusta, atterriamo proprio in prossimità del ristorante "Alpino" dove tre solerti donne ci servono brasato e polenta e poi, intenerite forse dalla nostra aria di sognatori immersi nella reciprocità di occhi curiosi, o forse colte da sensi di colpa al pensiero che potessimo essere stati offesi dal vociare del nonnetto rimasto scandalizzato dal fatto che non avessimo chiesto pane, ci offrono la torta di mele. Paghiamo, ci congediamo e usciamo tra occhi stupiti nel vedere quanto sia utile lo scarrozzamento sulle spalle per vincere ogni asperità. Siamo pronti: si sale sul biplano, una controllatina agli strumenti e agli amuleti, si preme sul pulsante rosso di start e l’elica si mette in movimento. Avanti col gas e via, il biplano rolla veloce sul prato verde e si stacca da terra aiutato dal venticello. Qualche scossone iniziale e ci si infila nella stretta valle assecondandone le forme. Dai fianchi della montagna ogni anfratto ci regala uno spettacolo di acque che scendono a valle ora discrete ora rombati in cascate che il vento spezza e modella come il drappo di odalische danzanti. E più si sale più ci accorgiamo che il bolero di Ravel col suo travolgente crescendo è la musica che muove le nostre evoluzioni e vince la mia fatica. Arriviamo nella semplicità di Valbella l’ultimo piccolo paese della vallata dove anche la strada lascia spazio allo sterrato. Vorremmo invertire la rotta ma la cloche sembra stregata anch’essa e così si va avanti spinti dalla curiosità di entrare in un bosco fitto di pini tra cui fa capolino anche qualche piccola chiazza di neve. Il vento muove gli aghi dell’abetaia soffiando come tra canne d’organo di una fantastica cattedrale gotica a cielo aperto. Arriviamo ad una radura, la radio di bordo gracchia uno sgraziato appello che ci impone di rientrare alla base. Provo ancora ad aggrapparmi alla cloche che mai come oggi è stata così difficile da manovrare ma alla fine ci riesco e il biplano compie un giro ampio sfiorando la cima degli abeti. Si torna. Scendiamo. L’acqua delle cascate, quella dei mille rivoli, quella delle gocce di sudore che scendono dalla fronte scendono a valle e corrono veloci attratte da quel movimento che anima ogni cosa. La vita corre e scappa come il vento che scuote gli abeti e smembra il velo delle cascate. Sbatto gli occhi contro il sole. E nell’attimo di buio accolgo dentro di me un fermo di immagine e un altro ancora fino ad ubriacarmi. In fondo c’è solo la pista verde e alla fine scendiamo perché siamo corpi ma in realtà siamo ancora là a mordere con gli occhi che ammiccano il nostro bolero. |
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Comments(4)
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Torre di controllo a biplano rosso: Su biplano rosso splinter com ci ho gia' fatto un "volo" comandante...questa resta comunque la pista di atterraggio su cui preferisco leggerla!!! Un abbraccio
By: Maria
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Mercoledì 03 Giugno 2009
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Ciao Maria, anch'io resto affezionato a questa "pista di lancio", diciamo che là è la nostra "casa di campagna" o "la teverna degli amici", in attesa che si possano inserire le foto in modo un po' più elastico mi sa che dovrete usare un po'
By: Franco Grassi
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Mercoledì 03 Giugno 2009
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Il Bolero di Ravel mi è sempre piaciuto, sin da quando l'ho sentito per la prima volta negli Aristogatti (e confesso che ho sempre in mente l'arzillo avvocato e la signora che lo ballano) ora lo assocerò a qualcos'altro di piacevole vale a
By: Lucia Capparrucci
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Mercoledì 10 Giugno 2009
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dire il tuo/vostro ritorno sul blog. Un abbraccio alla compagnia aerea più affidabile del web! Lu Non capisco perché nel commento manchi un pezzo di testo. L'ho riaggiunto. Bho...
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