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Il 20 maggio 2010, la Camera ha approvato la proposta di legge che riconosce il diritto al prepensionamento per chi assiste un familiare disabile grave.
Il beneficio previdenziale è previsto per un solo familiare (coniuge, genitore, fratello, sorella o figlio che convive) di un disabile grave con invalidità del 100%, a patto che l'assistenza duri da più di 18 anni e che il lavoratore abbia versato almeno vent'anni di contributi.
Il provvedimento prevede che anche per i dipendenti privati il diritto al pensionamento anticipato: rispettivamente a 60 anni per gli uomini e a 55 anni per le donne.
Per i dipendenti pubblici è prevista la possibilità di pensionamento anticipato con il 70 per cento del trattamento complessivamente goduto (anziché con il 50 come prevedono le norme attuali).
Rimangono esclusi i dipendenti della scuola e degli Enti locali. A questo proposito, è stato approvato un ordine del giorno 'bipartisan', che impegna il governo a includere anche queste categorie di lavoratori. Nello stesso ordine del giorno, si chiede inoltre di inserire un automatismo nell’accoglimento delle domande da parte delle pubbliche amministrazioni.
Il testo passa ora al Senato per l'approvazione definitiva.
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