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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Direi che è un male comune, visto che ognuno di noi si fa piacere ciò che conosce e non potrebbe, d'altra parte, fare diversamente.
Il Grande Vetro è senza dubbio un'opera che va considerata non da un punto di vista esclusivamente estetico, benché il significato conferitole sia proprio la chiusura della modernità all'estetica. La fine di valori legati alla forma, se vogliamo dirla in questi termini, e l'avvento di un'epoca demistificatrice. Merita una trattazione filosofica, oserei dire alchemica. Come da tradizione iconografica, la sposa del titolo - che pare volesse alludere alla Vergine - richiama la vicinanza e la complementarietà dei culti terrestre e celeste. E' un'opera antireligiosa ma paradossalmente volta al sacro. Una sacralità che trova espressione nella vulnerabilità della materia.
In fondo ciò che definiamo sacro è un'immagine liminare alla coscienza.
Che ne pensate?
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Tania
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Il Dolore, nell'arte ci è concesso di ispezionare il dolore e cosa lo rappresenta. Ho una foto dell’Altare di Isenheim di "Grunenwald, esposto a Colmar - dove si contempla la tragica finitezza del dolore, peccato che non la posso postare perchè è troppo pesante e non riesco ad alleggerirla...
Mi ha attirato questo dipinto e la descrizione che se ne dà, poichè ho trovato molta corrispondenza con il dolore reale, quello che le persone possono provare in determinate situazioni della vita e di cui in genere è consigliabile non parlare...
In Grüenwald c'è il midollo del dolore
La contemplazione di questo altare dovrebbe avvenire di notte, nelle tenebre che costituiscono l’unica aura consona alla contemplazione di un dipinto in cui sono anticipati “tutti gli orrori che incombono sull’umanità”.
Quale potenza del tragico emana da quella rappresentazione del corpo di Cristo orrendamente solcato dalle spine, deformato nella postura, raggelato nell’estremo grido di abbandono? Quella Crocefissione costituisce la più alta espressione offerta dalla storia dell’arte dell’esperienza del dolore. Un frammento di Pascal lo descrive adeguatamente. “Egli soffre questa pena e quest’abbandono nell’orrore della notte”. Mentre il laico Camus scriveva: “Per essere uomo il Dio deve disperare”.
Il viaggio a Colmar è un segno di devozione alla moderna cognizione del dolore, alla consapevolezza tragica dell’umano patire, alla percezione della nostra vulnerabile finitezza, sarebbe così bello poterci andare, chissà...
Al cospetto di un corpo esposto alla minaccia di una esteriorità che esprime soltanto abiezione e sopruso, constatiamo la verità nelle parole di Nietzsche che definisce l’uomo “un animale malato” posto di fronte al non senso del dolore, che non sa rispondere alla domanda in cui naufraga ogni teodicea: “Perché soffrire?”. Altro che Anticristo! L’uomo partecipa dello stesso supplizio subito dal figlio di Dio.
Di fronte all’Altare di Isenheim si avvertono i limiti di ogni ateismo, la sua insolvenza esistenziale.
Nella vibrante cornice cristiana del quadro – ben evidenziata da Reale – gli esseri viventi condividono nell’amore la contingenza di essere al mondo, la caducità dell’esistere, la propria disarmata nudità.
La sofferenza è la verità dell’amore, ma ancor di più l’amore è la verità della sofferenza. Grünewald ha dipinto il dolore infinito, quell’esperienza del limite in cui l’uomo tocca il fondo abissale della sua finitezza, la solitudine irrimediabile in cui la supplica all’Altro rimane senza risposta.
Guido Ceronetti ha scritto che “per capire la Pala (e forse per capire il mondo) bisogna sentirsi il Dio che patisce”.
Come forse si sentiva il pittore, che viveva tra gli affamati, i malati e i cadaveri, tra i corpi martoriati dal dolore: per essi fu concepita la Pala, modificabile nell’apertura degli scomparti a seconda delle scadenze liturgiche, strumento terapeutico di superiore conoscenza destinato a osservatori che passavano dall’orribile supplizio della Crocefissione alla luminosa teofania della Resurrezione.
Su questa immagine agghiacciante, quasi blasfema, deve soffermarsi ogni ulteriore meditazione sul significato dell’incarnazione, che mai è stata raffigurata in termini di così atroce fisicità.
Incarnandosi, Cristo si è lasciato contaminare dalla miseria dell’esistere, entrando – come scriveva Pèguy – nel “midollo del dolore”. Quello di Colmar è un Cristo già risorto, che mantiene però la propria identità di uomo del dolore, senza che nulla preluda alla trionfale ascesa al cielo.
Perché allora insistere filosoficamente sulla pittura? Perché in essa possiamo trovare quella palpitante esperienza del dolore, la cui visibilità è stata percepita dal modello metafisico di pensiero che - da Platone ad Heidegger – ha preferito rimuoverla e volgersi altrove.
Il dolore non è mai accettato come una prova, piuttosto come una tragedia...
C'è anche il libro:
I Misteri dell’altare di Isenheim di Grünewald
di Giovanni Reale (Bompiani)
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Fely
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Fely ha scritto:
l’Altare di Isenheim di "Grunenwald, esposto a Colmar... peccato che non la posso postare perchè è troppo pesante e non riesco ad alleggerirla...
no problem Fely

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Ultima modifica: 2010/06/06 21:15 Da Titano1.
Quello che non vorrai mai, lo avrai sempre!
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Bellissimo Matteo, sei grande, come il solito, non potevi rappresentare il tutto meglio di così...
Bacioni!!!
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Fely
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Fely ha scritto:
Bellissimo Matteo, sei grande, come il solito, non potevi rappresentare il tutto meglio di così...
Bacioni!!!
DI NULLA GRAZIE A TE FELY... 
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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...semplicemente per me la più bella e intima opera di Hopper
"Dicono che quando si perde qualcuno è il momento in cui se ne capisce l'importanza. Però, il vero senso lo si afferra solo quando ci si rincontra di nuovo...vero?" (N.O.)
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Ultima modifica: 2010/06/07 09:39 Da Danae di Klimt.
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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E quando è l'erotismo ad essere sacro?
dal Manifesto Futurista della Lussuria di Valentine de Saint Point.
"La Lussuria è l'espressione di un essere proiettato al di là di sé stesso; è la gioia dolorosa di una carne compita, il dolore gaudioso di uno sbocciare; è l'unione carnale, quali siano i segreti che uniscono gli esseri; è la sintesi sensoria e sensuale di un essere per la maggior liberazione del proprio spirito; è la comunione di una particella dell'umanità con tutta la sensualità della terra; è il brivido panico di una particella della terra.
La Lussuria è la ricerca carnale dell'ignoto, come la Cerebralità ne è la ricerca spirituale.
La Lussuria è il gesto di creare, ed è la Creazione.
La carne crea come lo spirito crea. La loro creazione di fronte all'Universo è uguale. L'una non è superiore all'altra, e la creazione spirituale dipende dalla creazione carnale.
Anche l'esaltazione degli illuminati di religioni abbastanza nuove perché ciò che contengono d'ignoto sia tentatore, non è altro che una sensualità sviata, spiritualmente, verso un'immagine femminile sacra.
L'Arte e la Guerra sono le grandi manifestazioni della sensualità; la Lussuria è il loro fiore.
La Lussuria è pel corpo ciò che lo scopo ideale è per lo spirito: la Chimera magnifica, sempre afferrata, mai presa, e che gli esseri giovani e quelli avidi, inebriati di lei, inseguono senza posa.
La Lussuria è una forza."
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Tania
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Tania ha scritto:
E quando è l'erotismo ad essere sacro?
Domanda molto pertinente Tania... Azzardo una risposta e presumo che questo forse può essere qualcosa di soggettivo se visto come un dato personale. Invece in senso ''universale'' penso che sia un elemento che accomuna ed eleva la comunione tra due anime ad una realtà più profonda e intima che potrebbe tranquillamente definirsi... sacra e ci immette in un flusso energetico cosmico. 
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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L'erotismo è molto più terreno di quanto ci vogliono far credere le tendenze new age e le filosofie orientaleggianti, caro Matteo. L'armonia cosmica si riduce a una sinergia carnale, a una sessualità spicciola nuda e cruda. Eppure l'erotismo muove il mondo. E' la forza su cu si fonda l'Arte.
Non c'è nulla di trascendente nell'eros, per quanto sacro e degno di fede.
Di fronte al termine "sacro" vengono alla mente i grandi movimenti religiosi, le Pale d'altare, gli affreschi delle chiese, la ricerca di una spiritualità purgata di ogni legame con la carne. Eppure una religione come quella cattolica, pur di far presa sulle masse, non ha indugiato a fare leva su un pittoricismo a tinte fosche e carico di un erotismo palese. Non c'è nulla di più erotico di un San Sebastiano che, trafitto dalle frecce, mostra uno strano languore orgasmico sul volto, o di una Santa Teresa - famosa quella del Bernini - la cui estasi fa da cornice a mani e piedi di una sensualità profonda.
Voltiamo lo sguardo per un attimo e ci troveremo circondati da più o meno espliciti richiami sessuali. Ovunque e in qualsiasi cultura. L'erotismo è ciò che ci distingue dagli animali. L'uomo ha bisogno del suo feticcio per ricevere piacere. Ha bisogno di un culo - si potrà dire culo o rischio la flagellazione? - intorno al quale tessere un ordito di fantasie e trasformare in reliquia. Ha bisogno di vedere, ma di non vedere troppo. Di immaginare, ma soprattutto di intuire. Erezioni, amplessi, orgasmi, tutto riconducibile a un'immagine, a un pensiero.
Fanno sorridere, caro Matteo, certe ostentazioni di virilità come quelle dei disegni di Tom of Finland, o una certa efebica sensualità come quella di James Bidgood. Ci portano in un mondo surreale i nudi di Aron Demetz, o i sessi fanciulleschi di Von Gloeden e i nudi di Gaudenzio Marconi con la grazia di un Kouros arcaico. Non ci possono essere attenuanti: il sesso è esplicito e per quanto la sua esibizione vada contenuta in talune circostanze, essa non può essere repressa nè purificata.
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Tania
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Tania ha scritto:
L'erotismo è molto più terreno di quanto ci vogliono far credere le tendenze new age e le filosofie orientaleggianti, caro Matteo.
Questo è poco ma sicuro, cara Tania. Per quanto ''nobile'' possa sembrare il tentativo delle tendenze new age e dellle filosofie orientaleggianti di conferire una certa aura di sacralità all'erotismo, in realtà rappresenta un ''depistaggio'' rispetto a ciò che non è!
L'armonia cosmica si riduce a una sinergia carnale, a una sessualità spicciola nuda e cruda. Eppure l'erotismo muove il mondo. E' la forza su cu si fonda l'Arte.
Non c'è nulla di trascendente nell'eros, per quanto sacro e degno di fede.
No, infatti. Il mio pensiero non intendeva riferirsi ad una valenza sacrale in senso religioso. E il fatto l'erotismo muova il mondo è una realtà più che assodata e fa sì che crei quello stato attivo di tensione creativa che diventa in tal mondo forza fondante dell'Arte. Non so se condividi.
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Il mio non era un rimprovero, piuttosto un tentativo di alzare i toni della discussione.
L’amore giocoso, la sessualità sana e armoniosa, sono tutte chimere del femminismo quali eredi della cultura roussoniana. L’erotismo è un pugno in pieno volto che disorienta, un luogo infestato da fantasmi, la stanza degli specchi, è incantesimo e allucinazioni.
E’ la sessualità di de Sade quella che meglio incarna la spinta propulsiva di questo doloroso e magico mondo. In ognuno di noi c’è una Juliette o un duca de Blangis, un luogo dove la morale non è mai giunta. Conosci il marchese de Sade?
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Tania
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Tania ha scritto:
Il mio non era un rimprovero, piuttosto un tentativo di alzare i toni della discussione.
L’amore giocoso, la sessualità sana e armoniosa, sono tutte chimere del femminismo quali eredi della cultura roussoniana. L’erotismo è un pugno in pieno volto che disorienta, un luogo infestato da fantasmi, la stanza degli specchi, è incantesimo e allucinazioni.
E’ la sessualità di de Sade quella che meglio incarna la spinta propulsiva di questo doloroso e magico mondo. In ognuno di noi c’è una Juliette o un duca de Blangis, un luogo dove la morale non è mai giunta. Conosci il marchese de Sade?
Certo Tania, non preoccuparti, non l'ho inteso come tale! Dunque, se l'erotismo ha questi
aspetti molto spigolosi è un qualcosa di altamente instabile, nocivo? No, purtroppo, non conosco il marchese de Sade, so solo che dal suo cognome e per i suoi scritti deriva la parola e la ''pratica'' del Sadismo... però tu sei moltooo più preparata di me io, come avrai notato, mi arrampico spesso sugli specchi...
"...La visione dell'eros è una visione a due, talora un vedere insieme, in altri casi un vedere circolare che ritorna al vedente perché il veduto è, a sua volta un vedente.
[...]Per vedere a due è necessario liberarsi dal vedere individuale; è un passo oltre, se non addirittura un altro passo. La visione a due è una visione creativa, in quanto creata al di fuori di un tempo; è un 'azione che si realizza nell'immaginario di due persone[...]Vedere a due significa andare oltre l'eros, oltre un presente che esclude ed oltre un corpo che magari è stato segnato dal tempo e dalla malattia."
(da "Vedere non solo con gli occhi).
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Non sono della tua stessa opinione Tania. Qua si usa la parola erotismo in modo troppo ampio. Se la si vuole usare come sessualità in generale allora è sbagliato ridurla al solo materialismo della carne,come è sbagliato volerci trovare quella comunione di anime che porta fino in cielo... Io credo che la sessualità abbia molte facce, le possiede tutte insieme, e tutte insieme si incontrano e scontrano tra loro facendo del sesso qualcosa di superbo,l'atto per eccellenza,la spinta motrice del mondo. Però se da una parte ti do ragione quando dici che "la sessualità sana e armoniosa, sono tutte chimere del femminismo quali eredi della cultura roussoniana. L’erotismo è un pugno in pieno volto che disorienta, un luogo infestato da fantasmi, la stanza degli specchi, è incantesimo e allucinazioni.", non sono assolutamente dell'avviso che de Sade sia in questo senso un esponente di tale espressione. Se l'hai citato lo conoscerai e sai quanto siano nude e crude le parole che usa e i gesti con cui muove i suoi personaggi. Ecco io credo che nella sfera dell'erotismo ci sia qualcosa di più, e cioè una tensione al piacere, un amore (non idealizzato) verso se stessi, verso la propria carne e verso la carne dell'altro(anche se un secondo soggetto non è strettamente necessario a mio avviso)...pensata, toccata, sfruttata,coperta delle più sottili attenzioni poichè sottili sono le sensazioni ricercate dall'erotismo. Per affinare l'erotismo c vuole tempo pratica e attitudine...attitudine... non tutti sono interessati all'erotismo perchè è una questione principarmente mentale,uno sforzo di conoscenza del proprio corpo e accettazione delle pulsioni dello stesso, da studiare anche su un altro corpo. L'erotismo è il momento nobile del sesso, e per nobile intendo il più intenso,il più sensuale dei giochi con o senza l'amplesso. E la perversione è allo stesso modo una ricerca di cosa di più triviale c'è nella nostra sessualità da verificare senza mai porsi un limite,ed ha una finalità tanto effimera quanto profonda,scavare sotto la nostra pelle,spezzare la nostra moralità e lasciarla di stucco. Cio' che de Sade fa del sesso è un'abbassamento a qualcosa di insostenibile. Per me leggerlo è impossibile,vomito. E nn lo trovo,il suo affatto un mondo magico,nè in questo riconosco spinte propulsive...propulsive per cosa, cosa mettono in moto se nn altra necessità di orgasmi quasi forzati? de Sade mi fa pensare a quando un uomo senza più desideri inizia a masturbarsi 4-5 volte al giorno senza una reale necessità,senza voglia,senza pensieri ma solo muovendosi forzatamente e forsennatamente o per noia,o per calmarsi,o per vizio,o per solitudine,o per frustrazione,o per non suicidarsi....Dico questo di de Sade nn perchè da brava perbenista mi tocchi la sua critica sociale...ma perchè nn riesco a ridurre il sesso a una sfera di perversioni senza piacere. Il piacere è una componente fondamentele dell'erotismo, e in de Sade viene martoriato senza gusto reale,solo da dipendenza, è come se in de sade i corpi si muovessero senza l'anima,solo godendo di pulsioni arcaiche...sarebbe bello pensare di poter fare sesso ancora in questo modo,scevro da ogni rispetto di se e dell'altro,ma solo con gli occhi iniettati di sangue senza che esista la dimensione dello squallore...ma è innaturale ed è un'ostentazione di anime sporche che nn sentono nemmeno più di sporcarsi, è lo sfacelo del sesso, è la pornografia vera(nn quella schifezza banale che si vede ovunque ormai)...E credo che l'erotismo sia migliore
nn volevo intervenire,ma attraverso la letteratura m sn sentita chiamare ^____^! Comunque..per non andare fuori tema, nè cn qllo che ho scritto, nè cn il post in thread in generale vi posto la mia Danae di Klimt...tutti conosceranno la storia di Danae dalla mitologia e la critica d questo capolavoro. Zeus che ama Danae sotto forma di pioggia d oro e lei che prova,dormendo, un piacere intimo e silenzioso è un'immagine fantastica,unica nella storia dell'arte.. 
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Ultima modifica: 2010/06/11 08:56 Da Danae di Klimt.
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Re:Opere d'arte 3 Mesi fa
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Innazitutto ti ringrazio per essere intervenuta ad animare un po’ la discussione. Ho letto con attenzione il tuo intervento e condivido quanto scrivi circa l’erotismo quale strategia umana volta alla ricerca del piacere, ma tu scrivi anche “ Non riesco a ridurre il sesso a una sfera di perversioni senza piacere.” Ti rivolgo una domanda, Alessandra.
I libertini di Sade non provano piacere?
“Tiene una ragazza per le orecchie, la porta in giro per la stanza e mentre si esibisce con lei ha un’eiaculazione”, “Si fa portare una donna che abbia bei capelli, glieli taglia a tradimento ed eiacula vedendo la donna disperarsi per quel gesto di cui lui ride”. La morale ci fa ritenere squallide e perverse tali manifestazioni di erotismo, ma il sesso non è morale. Per quanto ai nostri occhi possa essere ragionevolmente disgustoso, il piacere non deve essere per forza reciproco. Chi tortura può provare un piacere molto intenso, mentre chi è torturato soffre le pene dell’inferno. Non è in discussione la moralità di un’azione, ma il fatto che possa essere erotica. Sade gioca il ruolo di madre natura che compie aberranti mutazioni e mutilazioni. Il corpo è lasciato in balia dello smembramento dionisiaco che riesuma il paganesimo e l’universo ermafrodito dell’orgia romana.
Il sadomasochismo sadiano è sintomo di un’esigenza culturale di gerarchie. Sade che bandisce la chiesa dal suo mondo, finisce con il fare del sesso una religione. L’esasperato ritualismo sessuale drammatizza la gerarchicità naturale del sesso, la quale non ha nulla a che vedere con gli usi e i ruoli sociali. La donna può dominare, può sottomettere l’uomo, incarnando una mascolinità depravata che è specchio del potere.
L’erotismo è immaginazione. Senza l’immaginazione ogni cosa sarebbe ridotta al semplice atto fisico. Sbagli quando scrivi: “Sade mi fa pensare a quando un uomo senza più desideri inizia a masturbarsi 4-5 volte al giorno senza una reale necessità,senza voglia,senza pensieri…” In Sade, al pari di Blake, viene esaltata l’immaginazione romantica, fulcro del desiderio e del conseguente soddisfacimento. I libertini di Sade immaginano. La più sensibile zona erogena sadiana è la mente. E’ la stessa Juliette ad affermare “l’immaginazione è il solo terreno su cui crescono i piaceri”… I libertini sadiani sono degli intellettuali. Alle orge si alternano dotte disquisizioni, come quelle presenti ne La Filosofia nel boudoir.
Sade evidenzia la caotica indiscriminatezza dionisiaca, dove suggere, leccare, mordere sono atti mentali. L’eccitazione che deriva da qualcosa di eccentrico o ripugnante rappresenta il trionfo dell’immaginazione. Dignità e decoro non sono i fondamenti dell’erotismo, bensì ne possono essere l’antitesi.
PS. Mi auguro di leggere più spesso tuoi interventi.
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Tania
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Ultima modifica: 2010/06/11 13:49 Da Tania.
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Re:Opere d'arte 2 Mesi, 4 Settimane fa
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"Noi che abbiamo preferito i sogni e i nostri SENSI all'amore, per l'amore che possiamo fare? Se sciogliessimo quella catena che ci cinge il collo, ci sentiremo forse liberi?"

Chagall - "promenade"
-Tu fermi il volo di una rondine per far volare me il questo cielo fresco,vestita d'estate...perchè proprio me?...e perchè se sai far conquistare il cielo a una donna questo cielo non lo tieni per te stesso? perchè lo doni a me tenendomi per mano da terra?...vola tu, potrei restare giù io se vuoi... ma ormai è tardi...è così dannatamente bello...lascia che io t guardi da quest'altra prospettiva, ma attento t prego a nn lasciarmi la mano,ho così tanta paura da quassù...
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Ultima modifica: 2010/06/14 01:28 Da Danae di Klimt.
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